Giorni difficili.
Berlusconi incarna ed esterna ormai apertamente l'arroganza e la violenza verbale tipica del fascismo. Il giorno della liberazione dal nazi-fascismo richiama la nazione alla pacificazione con i ragazzi di Salò ed evoca inopportunamante e vergognosamente la tragedia istriana. Pochi che s'indignino, almeno fra i mezzi d'informazione.
A Reggio si scoprono microspie nelle stanze in cui si indaga fra i legami 'ndrangheta-politica (Dell'Utri e De Gregorio vi dicono qualcosa?), con il silenzio omertoso degli organi d'informazione televisiva (il Tg5 non ne ha dato notizia nel giornale delle 13, mentre il Tg1 ne ha parlato solo dopo 20 minuti dall'apertura come fosse un trafiletto qualunque).
Eppure qualcosa sembra muoversi, nonostante il muro di gomma di rai e mediaset nonostante il monopolio della propaganda. Si parla, si dice, si testimonia, si informa. Instancabili. Benvenga Grillo. Cui prodest Grillo? Se sarà in grado di convincere gli italiani che la lotta per una politica pulita ed un giornalismo libero è una lotta giusta, giova a tutti noi.
Notizie, parole. In Italia c'è bisogno di parole. L'Italia ha bisogno di giornalisti, scrittori, testimoni di verità. Saviano lo ripete da mesi. La sua opera rigorosa e intransigente lo testimonia. Abbiamo bisogno di parole. La parola, merce rara e preziosa.
sabato 26 aprile 2008
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